All is true and sharable, but this short film is so artificial, fake, self-centered that I wonder who would be willing to start a revolution watching it. Except for the outstanding performance of the dancers, there are no intense emotions, no piercing messages. She tarnished and wasted the meaning of the word REVOLUTION, she sold this precious word to the empire of the image and of the ephemeral beauty. I am for a revolution, but let's start from the facts, from the real abuses, from the discriminations we experience and we see every day! Yes, you are a woman and you are blond, but this is not the point, the point is that you are a business woman and a very good one. I don't trust in business, I trust in WOMEN.
mercredi 25 septembre 2013
Madonna. Secret project revolution
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dimanche 8 septembre 2013
Spiagge di settembre
Poca ispirazione in questa frangia d'estate ... Allora basta far parlare gli altri, soprattutto quando gli altri sono quello che sono, vati, profeti, persone che ci hanno hanno detto molto e così bene che non c'è altro da fare se non leggere e meditare:
Ancora chiusi gli ultimi ombrelloni.
Poi appare qualcuno che trascina
il suo gommone.
La venditrice d'erbe viene e affonda
sulla rena la sua mole, un groviglio
di vene varicose. È un monolito
diroccato dai picchi di Lunigiana.
Quando mi parla resto senza fiato,
le sue parole sono la Verità.
Ma tra poco sarà qui il cafarnao
delle carni, dei gesti e delle barbe.
Tutti i lemuri umani avranno al collo
croci e catene. Quanta religione.
E c'è chi s'era illuso di ripetere
l'exploit di Crusoe!
E. Montale, Sulla spiaggia, Diario del '71 e del '72, 1973
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samedi 29 juin 2013
Al principio c'è sempre un'immagine ...
Un'intervista a Gabriel García Márquez davvero illuminante che consiglio a tutti i noiosi amanti delle "etichette". Un giorno, forse, questi grigi accademici capiranno che le definizioni sono parola morta e spesso FALSA.
Quello che non accetto è la definizione di realismo magico, io sono un realista puro [...] La realtà, in generale, è molto più magica di quanto possiamo immaginare [...] Ho l'impressione che dietro la realtà immediata, quella che vediamo, esista un'altra realtà che solo l'intuizione poetica riesce a captare ed è questo quindi che poi appare fantastico nel libro.
Chi per poter staccare l'adesivo "realismo magico" dall'opera di Márquez necessita di un'ulteriore conferma, la troverà di nuovo nella viva testimonianza dell'autore in un'altra intervista (link), soprattutto nel seguente passaggio:
The trouble is that many people believe that I’m a writer of fantastic fiction, when actually I’m a very realistic person and write what I believe is the true socialist realism.
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dimanche 23 juin 2013
La primavera mancata
L’estate è arrivata, il coro si alza: “È scoppiato il
caldo!”.
I telegiornali possono finalmente sfoderare i riciclatissimi servizi
di repertorio: tra un condizionatore gocciolante, un gelato spalmato sulla
bocca di un bambino ed una vecchia agonizzante che si sventaglia, spuntano i piedi dei turisti a bagno nelle fontane.
E la primavera? Che fine ha fatto? In molti se lo sono
chiesti quest'anno, ma c’è chi, sospinto da un’analogia tanto facile quanto amara, se lo
sta chiedendo più di
altri.
Ogni giovane vita attraversa un momento d’oro, una primavera
intellettuale carica di idee e fervida di energie. Ho
visto questa stagione sfumare negli sguardi dei coetanei, estinguersi
nello slancio fulmineo di progetti abortiti sul nascere, consumarsi nella lotta
per un posto stabile e per un salario decoroso a cui si aspirava non come una
stazione d'arrivo, ma come un trampolino di lancio. Traguardi per molti non ancora
raggiunti, per altri toccati troppo tardi. Nella lunga corsa, quante porte sbarrate, quante idee perse, quanti sogni svaniti! Non li riavremo mai indietro.
C’è chi ha cercato la primavera
al "Nord del mondo", in una serra ben irrorata e protetta, dove si producono
artificialmente frutti belli e insipidi. Un'illusione, un pallido ripiego, non prendiamoci in giro.
I danni maggiori non sono per le arti che si nutrono di
tensioni e sanno gestire l'incerto. Le perdite più importati si misurano nella
ricerca, nelle scienze umane e sociali, e persino in quelle buffamente definite
esatte.
Progetti solidi e ben strutturati non sbocciano sotto l’aura
rarefatta e pesante di un vecchio barone, nè idee brillanti possono esprimersi
nella routine di un impeccabile servizio consacrato al successo di spensierati cinquantenni.
Ecco cosa abbiamo perso: la primavera. Ci saranno certo
nuovi cicli, ma non per noi e non per ora.
Ora c’è l’estate, un’estate calda di rabbia. E poi si affaccerà l’autunno ed avrà i nostri occhi, occhi stanchi, disincantati, avvelenati.
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samedi 15 juin 2013
LA GRANDE BELLEZZA, tra amore ed odio
Quando un'opera produce giudizi contrastanti è sempre un buon segno: ciò che ha carattere si ama oppure si destesta.
Mi sono sorbita una ventina di recensioni iperdotte. Questi spiedini di tecnicismi avvolti nel fumo dell'autocompiacimento critico sono davvero indigesti. Parliamo chiaro.
La Grande bellezza è un film sulla decadenza di una società alto borghese annoiata e schiava dell'immagine, di cui fa parte un fantomatico giornalista, scrittore e cultore della mondanità alla ricerca della perfezione estetica, interpretato in modo impeccabile da Toni Servillo. La pellicola parla attraverso immagini sublimi intrecciate ad una musica dello stesso tenore che le esalta e le completa.
Alcune tra le accuse principali della critica: il regista non è stato minimamente all'altezza della tradizione felliniana alla quale vorrebbe rifarsi ed è stato poco realista, il film appare pretenzioso ed a tratti misogino.
Mi chiedo cosa significhi essere all'altezza di un modello o conformarsi ad un modello. Me lo chiedo perchè sembra che assumere, più o meno consciamemte, un grande come fonte d'ispirazione implichi il misurarsi con esso in una sorta di tenzone al di fuori del tempo. Non è così che funziona. Il modello, qualunque sia la sua levatura, infonde uno stimolo, porta una suggestione, ma l'arte sta poi nella capacità di emanciparsi da esso, portando l'ispirazione a contatto con il proprio mondo, ed il mondo di Sorrentino non è quello di Fellini. Il paragone quindi è del tutto fuori luogo.
Realismo? Ma quando mai Sorrentino è stato realista? Qualsiasi romano, o qualsiasi italiano che ami Roma, ha riconosciuto la natura caricaturale dei personaggi e delle situazioni del film.
Un defilé di clowns tristi, di pseudo-artisti annoiati, stanchi, disfatti, usciti da un quadro di Toulouse-Lautrec.
Iperbole, caricatura, umorismo sono espedienti da secoli efficacemente usati per dipingere e per comunicare la tristezza della condizione umana. Perchè Sorrentino avrebbe dovuto girare un documentario sulla società romana? Tra l'altro nè lui nè Contarello sono romani. Quanto alla mancanza di realismo, ammetto dunque di non comprendere dove stia il reato.
Misoginia. Eccolo! Il grande jolly, la carta che si sfodera quando uno non ha veramente più nient'altro da dire; il discorso sul genere è maledettamente alla moda, perciò non poteva non essere tirato fuori dal cilindro di qualche signora permalosetta. Le donne, le belle donne, non escono certo immacolate e trionfanti, ma nemmeno gli uomini: politici e cardinali corrotti, giovani senza spina dorsale, padri tossicodipendenti, scrittorini da strapazzo. Non ci sono eroi, neppure Gambardella è rappresentato come tale. Jep è un poeta cinico, egoista, vorace di consenso, di successo, invischiato in un'eterna, insoddisfatta ricerca.
Se esistono schiave del silicone, tessistrici di vento, se esistono ricche intellettuali di sinistra ipocrite, vampire femministe, cosa dovremmo fare di tutti questi avvilenti prodotti del genere femminile? Ignorarli, non farle bersaglio di critica solo perchè sono donne? Questo sarebbe rispetto? No, questo sarebbe non riconoscere che il ridicolo non ha sesso.
La perfezione tecnica è la sola alla quale si possa aspirare, ecco quel che ci dicono le riprese ed i piani geniali del film. Per il resto, ogni espressione della bellezza non che è un barlume, un trucco, una menzogna. Ecco una verità universale che la poesia di tutti i tempi ci ha insegnato e che Sorrentino ha contestualizzato splendidamente nella desolazione del culto dell'immagine moderno. In breve, un film riuscito nel suo intento, un'opera "di grande bellezza" sull'inesistenza del bello assoluto.
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samedi 8 juin 2013
LIFE
Revenir à la vie. Par les signes
semés partout, par les chemins sur lesquels on s'engage par hasard, par les
visages des gens qu'on ne rencontre qu'une fois, n'importe où, n'importe
comment, ce qui est important est que le printemps est revenu.
La photo a étè prise dans la rue des
Templiers, un joli coin de Lyon à côté du marché du quai Saint Antoine.
De la mousse sur un mur rose : un mot et un symbole. Rien de plus.
L'art ne vit pas que
dans les musées, il se cache dans les petits coins, dans les détails. Et parfois c'est
bien agréable de le découvrir et de le figer dans une image, dans un souvenir.
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dimanche 17 mars 2013
La speranza ha una voce di donna: il discorso di Laura Boldrini
In un tempo ormai lontano, discorsi
come questo venivano incisi su tavole di bronzo per sfidare il tempo e lo spazio.
Oggi, nondimeno, parole come
quelle pronunciate ieri dalla neoeletta Presidente della Camera Laura Boldrini
meritano d’essere pubblicate e diffuse.
Sono interventi di questo tenore,
semplici, lucidi, umili nel tono ma coraggiosi nella sostanza, quelli che portano
il segno di un vero cambiamento. Ognuno ci si ritrova e si sente coinvolto.
Per parte mia, sento forte la
necessità di ringraziare pubblicamente la nuova Presidente per aver voluto
menzionare la generazione di ventenni e trentenni, alla quale io stessa appartengo, che spesso, suo
malgrado, è stata costretta “a portare i propri talenti fuori dall’Italia”.
La maggior parte di noi Italiani
all’estero ha maturato nel tempo una sorta di odio-amore per il paese che si è
lasciata alle spalle. Abbiamo cercato ogni giorno, ed infine trovato, buone ragioni (scuse?) per
imparare a sentirci, e diventare infine, cittadini del mondo.
Eppure, sfido anche i più cinici ed astiosi di voi, compagni dispersi ai quattro angoli del pianeta, ad ascoltare con le orecchie ed il cuore ben aperti la gentilezza, la forza e la sensibilità sociale di questa donna senza esserne, almeno per un attimo, profondamente toccati e commossi!
Eppure, sfido anche i più cinici ed astiosi di voi, compagni dispersi ai quattro angoli del pianeta, ad ascoltare con le orecchie ed il cuore ben aperti la gentilezza, la forza e la sensibilità sociale di questa donna senza esserne, almeno per un attimo, profondamente toccati e commossi!
Riporto il cuore del discorso
che è possibile ascoltare integralmente su vari siti :
[...] Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i diritti degli ultimi in Italia come in molte periferie del mondo. E’ un’esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia anche il luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno.
Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Dovremmo impegnarci tutti a restituire piena dignità a ogni diritto. Dovremo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri. In questa aula sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo. La responsabilità di questa istituzione si misura anche nella capacità di saperli rappresentare e garantire uno a uno.
Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Di una generazione cha ha smarrito se stessa, prigioniera della precarietà, costretta spesso a portare i propri talenti lontano dall’Italia.
Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore. Ed è un impegno che fin dal primo giorno affidiamo alla responsabilità della politica e del Parlamento.
Dovremo stare accanto a chi è caduto senza trovare la forza o l’aiuto per rialzarsi, ai tanti detenuti che oggi vivono in una condizione disumana e degradante come ha autorevolmente denunziato la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.
Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire perfino l’ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato.
Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce ogni giorno gli effetti della scarsa cura del nostro territorio.
Dovremo impegnarci per restituire fiducia a quei pensionati che hanno lavorato tutta la vita e che oggi non riescono ad andare avanti.
Dovremo imparare a capire il mondo con lo sguardo aperto di chi arriva da lontano, con l’intensità e lo stupore di un bambino, con la ricchezza interiore inesplorata di un disabile.
In Parlamento sono stati scritti questi diritti, ma sono stati costruiti fuori da qui, liberando l’Italia e gli italiani dal fascismo.
Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e per questa democrazia. Anche con questo spirito siamo idealmente vicini a chi oggi a Firenze, assieme a Luigi Ciotti, ricorda tutti i morti per mano mafiosa. Al loro sacrificio ciascuno di noi e questo Paese devono molto.
E molto, molto dobbiamo anche al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo con commozione oggi nel giorno in cui cade l’anniversario del loro assassinio.
Questo è un Parlamento largamente rinnovato. Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che saprà riprendersi la centralità e la responsabilità del proprio ruolo. Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli Italiani […]
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samedi 2 mars 2013
SOLID SHIT BOMB
Molti saranno già al corrente dello scandalo delle magliette con scritte che incitavano allo stupro ed alla violenza contro le donne vendute dalla ditta americana Solid Gold Bomb e, per un breve periodo, commercializzate da Amazon.uk, la quale ha da poco bloccato e rimosso il prodotto.
Thanks for your interest in contacting us. We have been informed of the fact that we were selling an offensive t-shirt primarily in the UK. This has been immediately deleted as it was and had been automatically generated using a scripted computer process running against 100s of thousands of dictionary words. Any offensive items that are remaining are certainly in the deletion queue and will be removed as soon as the processing is complete. Although we did not in any way deliberately create the offensive t-shirts in question and it was the result of a scripted programming process that was compiled by only one member of our staff, we accept the responsibility of the error and our doing our best to correct the issues at hand. We're sorry for the ill feeling this has caused! We're doing our best here to fix the problem.
La generazione spontanea è un processo al quale da secoli abbiamo smesso di credere grazie ai progressi della scienza. Adesso i responsabili e gli informatici della Solid Gold Bomb vorrebbero farci credere che nell'era del computer si possono verificare processi di generazione automatica di stronzate! La creazione di uno script che permette di cominciare una frase con con Keep calm e di terminarla con her mettendoci in mezzo qualsiasi parola del dizionario è effettivamente possibile ed anche facile, ma che le varianti autogenerate CASUALMENTE si collochino quasi tutte nell'area semantica della violenza e dell'offesa è del tutto improbabile.
E poi non capisco, forse perchè sono una donna stupida: ma tutto il processo di produzione e vendita è completamente automatico? La stampa su tessuto, l'insacchettamento e la spedizione del prodotto, nessun essere umano nella catena? Nessuno che possa aver notato così, en passant, che si stavano producendo T-shirts con scritte che incitavano alla violenza? Ma ci prendete per totali idioti ?
Che una serie così nutrita di frasi ignobili si sia autogenerata è una balla colossale. Mi permetto di portare la vostra attenzione sulla frase:
Although we did not in any way deliberately create the offensive t-shirts in question and it was the result of a scripted programming process that was compiled by only one member of our staff.
Tradotto, qualcuno dello staff ha fatto una porcata ed ha messo tutti nei guai.
Scuse infinite. Ok. Accettiamo le scuse. Per carità, una patata marcia può sempre nascondersi nel sacco. Ma scusarsi non basta, il nome dei geni in questione dovrebbe essere reso pubblico, tali individui dovrebbero assumersi pubblicamente la responsabilità dell'accaduto. E non mi sembra eccessivo sperare che questi signori non trovinο mai più un solo datore di lavoro disposto ad assumerli, che siaνο processati e condannati al risarcimento dei danni e ad almeno 5 anni di carcere e lavori socialmente utili.
lundi 25 février 2013
No women no progress
Ipazia di Alessandria |
Non so quanti abbiano notato, anche solo gettando uno sguardo alle foto sui
giornali ed in rete, che, a dispetto di tutta la retorica pro-femminista, le
grandi assenti di questa retoricissima e rumorosissima campagna
elettorale sono state proprio le donne. Facciamo una rapidissima rassegna.
Elezioni
primarie del centro sinistra: una sola donna, la Puppato, naturalmente rimasta
in netta minoranza, accanto a quattro uomini.
Candidati-leader
dei maggiori partiti in corsa alle elezioni: solo uomini, Bersani, Monti,
Grillo, Berlusconi, Vendola, Ingroia, Giannino, Maroni.
Nella stampa, alla testa dei
più importanti testate, solo direttori: il Corriere della sera, la Repubblica,
L'Unità, il Fatto Quotidiano, la Stampa, Il sole 24 ore, l'Avvenire, il Resto de Carlino. Si salva
il Manifesto con la Rangeri, che caso! Una volta si salvava anche l'Unità.
Quel che è più
ridicolo è che tutti questi signori si riempiono la bocca di parole come
parità, equità, uguaglianza e poi ... l'unica concessione che ci fanno è di usare il femminile prima del maschile nei discorsi pubblici, un piccolo
contentino formale decoroso e poco dispendioso.
Nilde Iotti |
Che la condizione
delle donne in Italia sia infima e tristemente arretrata si sapeva già, ma la triste realtà è apparsa in questi ultimi mesi ed in queste elezioni in
modo talmente evidente che vi chiedo e mi chiedo, perchè? Mancanza di tempo?
Mancanza di slancio? Mancanza di spazio? Talmente deluse che preferiamo stare a
guardare? Talmente timorose che non vogliamo rischiare? Eppure accettiamo tanti
compromessi, ci accontentiamo di essere "chirichette", portavoce,
compagne, di fare le seconde, le terze. Ci sta bene servire, seguire, guardare,
dormire?
Francamente
preferirei entrare per seconda in una stanza o essere nominata per ultima, ma
decidere per prima o solo, semplicemente, preferirei decidere.
Qualcuno ha
parlato della Bonino Presidente della Repubblica, sarebbe già un buon inizio ...
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