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dimanche 8 septembre 2013

Spiagge di settembre

Poca ispirazione in questa frangia d'estate ... Allora basta far parlare gli altri, soprattutto quando gli altri sono quello che sono, vati, profeti, persone che ci hanno hanno detto molto e così bene che non c'è altro da fare se non leggere e meditare:

Ora il chiarore si fa più diffuso.
Ancora chiusi gli ultimi ombrelloni.
Poi appare qualcuno che trascina
il suo gommone.
La venditrice d'erbe viene e affonda
sulla rena la sua mole, un groviglio
di vene varicose. È un monolito
diroccato dai picchi di Lunigiana.
Quando mi parla resto senza fiato,
le sue parole sono la Verità.
Ma tra poco sarà qui il cafarnao
delle carni, dei gesti e delle barbe.
Tutti i lemuri umani avranno al collo
croci e catene. Quanta religione.
E c'è chi s'era illuso di ripetere
l'exploit di Crusoe!

E. Montale, Sulla spiaggia, Diario del '71 e del '72, 1973

samedi 29 juin 2013

Al principio c'è sempre un'immagine ...

Un'intervista a Gabriel García Márquez davvero illuminante che consiglio a tutti i noiosi amanti delle "etichette". Un giorno, forse, questi grigi accademici capiranno che le definizioni sono parola morta e spesso FALSA.

Quello che non accetto è la definizione di realismo magico, io sono un realista puro [...] La realtà, in generale, è molto più magica di quanto possiamo immaginare [...] Ho l'impressione che dietro la realtà immediata, quella che vediamo, esista un'altra realtà che solo l'intuizione poetica riesce a captare ed è questo quindi che poi appare fantastico nel libro.

Chi per poter staccare l'adesivo "realismo magico" dall'opera di Márquez necessita di un'ulteriore conferma, la troverà di nuovo nella viva testimonianza dell'autore in un'altra intervista (link), soprattutto nel seguente passaggio:

The trouble is that many people believe that I’m a writer of fantastic fiction, when actually I’m a very realistic person and write what I believe is the true socialist realism.

jeudi 22 mars 2012

Io sono soltanto un poeta ...



"Io sono soltanto un poeta, sono un poeta quando dipingo, quando scrivo sceneggiature; quando faccio della pittura ... racconto, non voglio essere Picasso, io sono uno che fa dei racconti, che dice delle cose, qualche cosa che ti tenga compagnia, in modo dolce o magico, ma insomma... però non c'è l'impronta, il taglio, ci son le parole, ci son le immagini, LE PAROLE, insomma è soltanto questo."

"Je ne suis qu’un poète, je suis un poète quand je peins, quand j’écris des scénarios ; quand je fais de la peinture … je raconte, je ne veux pas être Picasso, je suis quelqu'un qui fait des récits, qui dit des choses, des choses qui nous tiennent compagnie, de façon douce ou magique, mais enfin … par contre il n’y a pas l'empreinte, la coupe, il y a les mots, il y a les images, LE MOTS, voilà, ça n’est que cela."    

Ciao, ciao Tonino! 

vendredi 2 décembre 2011

Cadendo dalle Nuvole sulle Ali dell'Airone



Una  delicata galleria poetica in bianco su sfondo nero, immagini e parole che traspirano vita vissuta pienamente in tutte le sue più sottili e nitide emozioni. Le ali di una giovane anima si spiegano con forza e senza paura nella tela appiccicosa della mediocrità.


Le Immagini sono davvero di ottima qualità e poi quel bel tripudio di Maiuscole ... E ... non c'è altro da dire, c'è solo da vedere e da leggere ...

samedi 12 mars 2011

La vita continua ...

Stasera film, birra e pizza da asporto: che strano che il rito del sabato sera si possa celebrare, quando si percepisce che un’onda di morte si è abbattuta dall’altra parte del mondo. Forti delle moderne difese contro i capricci della natura, balliamo su un palco mobile ed infido. Ci illudiamo che bastino una lampada tascabile, un cellulare ed un edificio a norma a metterci in salvo. 
Nelle ultime settimane il mio paese natale ha udito i boati della terra ed ha ascoltato con apprensione i responsi della protezione civile. In questi giorni apprendiamo che a migliaia di chilometri di distanza dall'Italia una catastrofe senza precedenti ha cancellato vite e paesi. Sì, siamo proprio tutti sotto lo stesso cielo, ma soprattutto siamo tutti sopra la stessa terra.
E mentre gli Italiani scendono in piazza per difendere la democrazia e la costituzione minacciate da un esecutivo servo di un egocentrismo diffuso e di un leader che cavalca questa piaga come meglio non si potrebbe, il bel volto di un’isola lontana è rovinato e straziato. Una riflessione certo poco originale quella sulla precarietà del genere umano, ma purtroppo sempre così drammaticamente attuale. Non ci stanchiamo mai di ripeterla! Non essere eterni è un amaro privilegio, non sprechiamolo servendo solo noi stessi!
La citazione è quasi d’obbligo: 

 … A queste piagge
Venga colui che d’esaltar con lode
Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
È il gener nostro in cura
All’amante natura. E la possanza
Qui con giusta misura
Anco estimar potrà dell’uman seme,
Cui la dura nutrice, ov’ei men teme,
Con lieve moto in un momento annulla
In parte, e può con moti
Poco men lievi ancor subitamente
Annichilare in tutto.
Dipinte in queste rive
Son dell’umana gente
Le magnifiche sorti e progressive.


jeudi 10 février 2011

A volte ritornano ...

I versi che seguono furono incisi sul coperchio di un sarcofago rinvenuto a Roma oltre Porta Flaminia nel XVIII secolo, il reperto risale  circa al II-III secolo d. C. ed è decorato da rilievi che ritraggono il defunto M. Sempronios Nikokrates in compagnia delle sue adorate Muse. 
   
Μ(άρκος) [Σεμπρώνιος Νεικοκράτης]
  ἤμην ποτὲ μουσικὸς ἀνήρ,
  ποιητὴς καὶ κιθαριστής ∙
  μάλιστα δὲ καὶ συνοδείτης ∙
  πολλὰ βυθοῖσι ∙ καμών ∙
  ὁδηπορίες δ’ ἀτονήσας ∙
  ἔνπορος εὐμόρφων γενόμην,
  φίλοι, μετέπειτα ∙ γυναικῶν ∙
  πνεῦμα λαβὼν δάνος οὐρανόθεν
  τελέσας χρόνον αὖτ’ ἀπέδωκα,
  καὶ μετὰ τὸν θάνατον
  Μοῦσαί μου τὸ σῶμα κρατοῦσιν.




M(arcus) Sempronios Nikocrates.
Un tempo fui musicista, poeta e citarista, ma soprattutto membro del sinodo degli artisti dionisiaci, spesso stremato dai mari e giù di tono per i troppi viaggi. Divenni poi, cari amici, mercante di belle cose, ovvero di donne. Il soffio vitale lo presi in prestito dal cielo e lo resi di nuovo una volta scaduto il mio tempo, anche dopo la morte il mio corpo è posseduto dalle Muse.  (trad. conforme all’originale, artistica, ma non casuale)    

Posso assicurare che non si tratta di un falso, il reperto esiste davvero, nel 1804 fu venduto ad un collezionista inglese ed ora si trova presso il British Museum (Inv. GR 1805. 7-3. 152). Il testo è stato pubblicato da ultimo da Christophe VENDRIES,  Le couvercle du sarcophage de M. Sempronios Nikokratès, « poètes et cithariste » (L. Moretti, IGUR 1326), in Musique et poésie dans l'antiquité, éd. G.-J. Pinault, Clermont-Ferrand 2001, p. 109-121.

Questo digigramma è per tutti quelli che hanno perso la speranza. Non disperate! La terza parte del poema, quella in cui Marco rende l'anima al cielo, ma noi sappiamo che in realtà l'ha presa in prestito alcuni piani più in basso, presto o tardi si realizzerà anche per la sua reincarnazione. Il momento fatale prima o poi arriva per tutti e la speranza è l’ultima a morire. Noi siamo del Partito di Pandora!




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