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samedi 24 janvier 2015


SITE EN STANDBY 


A quoi bon écrire ? La vie est une cage de mots vides.

 

 Je m'appelle Edward, et je suis un hamster.

dimanche 23 juin 2013

La primavera mancata



L’estate è arrivata, il coro si alza: “È scoppiato il caldo!”. 
I telegiornali possono finalmente sfoderare i riciclatissimi servizi di repertorio: tra un condizionatore gocciolante, un gelato spalmato sulla bocca di un bambino ed una vecchia agonizzante che si sventaglia, spuntano i piedi dei turisti a bagno nelle fontane.
E la primavera? Che fine ha fatto? In molti se lo sono chiesti quest'anno, ma c’è chi, sospinto da un’analogia tanto facile quanto amara, se lo sta chiedendo più di altri.   
        
Ogni giovane vita attraversa un momento d’oro, una primavera intellettuale carica di idee e fervida di energie. Ho visto questa stagione sfumare negli sguardi dei coetanei, estinguersi nello slancio fulmineo di progetti abortiti sul nascere, consumarsi nella lotta per un posto stabile e per un salario decoroso a cui si aspirava non come una stazione d'arrivo, ma come un trampolino di lancio. Traguardi per molti non ancora raggiunti, per altri toccati troppo tardi. Nella lunga corsa, quante porte sbarrate, quante idee perse, quanti sogni svaniti! Non li riavremo mai indietro. 
C’è chi ha cercato la primavera al "Nord del mondo", in una serra ben irrorata e protetta, dove si producono artificialmente frutti belli e insipidi. Un'illusione, un pallido ripiego, non prendiamoci in giro.

I danni maggiori non sono per le arti che si nutrono di tensioni e sanno gestire l'incerto. Le perdite più importati si misurano nella ricerca, nelle scienze umane e sociali, e persino in quelle buffamente definite esatte.
Progetti solidi e ben strutturati non sbocciano sotto l’aura rarefatta e pesante di un vecchio barone, nè idee brillanti possono esprimersi nella routine di un impeccabile servizio consacrato al successo di spensierati cinquantenni. 
Ecco cosa abbiamo perso: la primavera. Ci saranno certo nuovi cicli, ma non per noi e non per ora.
Ora c’è l’estate, un’estate calda di rabbia. E poi si affaccerà l’autunno ed avrà i nostri occhi, occhi stanchi, disincantati, avvelenati.





samedi 8 juin 2013

LIFE


Revenir à la vie. Par les signes semés partout, par les chemins sur lesquels on s'engage par hasard, par les visages des gens qu'on ne rencontre qu'une fois, n'importe où, n'importe comment, ce qui est important est que le printemps est revenu.
La photo a étè prise dans la rue des Templiers, un joli coin de Lyon à côté du marché du quai Saint Antoine.  
De la mousse sur un mur rose : un mot et un symbole. Rien de plus.
L'art ne vit pas que dans les musées, il se cache dans les petits coins, dans les détails. Et parfois c'est bien agréable de le découvrir et de le figer dans une image, dans un souvenir.


dimanche 17 mars 2013

La speranza ha una voce di donna: il discorso di Laura Boldrini



In un tempo ormai lontano, discorsi come questo venivano incisi su tavole di bronzo per sfidare il tempo e lo spazio.
Oggi, nondimeno, parole come quelle pronunciate ieri dalla neoeletta Presidente della Camera Laura Boldrini meritano d’essere pubblicate e diffuse.
Sono interventi di questo tenore, semplici, lucidi, umili nel tono ma coraggiosi nella sostanza, quelli che portano il segno di un vero cambiamento. Ognuno ci si ritrova e si sente coinvolto.

Per parte mia, sento forte la necessità di ringraziare pubblicamente la nuova Presidente per aver voluto menzionare la generazione di ventenni e trentenni, alla quale io stessa appartengo, che spesso, suo malgrado, è stata costretta “a portare i propri talenti fuori dall’Italia”.
La maggior parte di noi Italiani all’estero ha maturato nel tempo una sorta di odio-amore per il paese che si è lasciata alle spalle. Abbiamo cercato ogni giorno, ed infine trovato, buone ragioni (scuse?) per imparare a sentirci, e diventare infine, cittadini del mondo. 
Eppure, sfido anche i più cinici ed astiosi di voi, compagni dispersi ai quattro angoli del pianeta, ad ascoltare con le orecchie ed il cuore ben aperti la gentilezza, la forza e la sensibilità sociale di questa donna senza esserne, almeno per un attimo, profondamente toccati e commossi!

Riporto il cuore del discorso che è possibile ascoltare integralmente su vari siti :

[...] Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i diritti degli ultimi in Italia come in molte periferie del mondo. E’ un’esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia anche il luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno.
Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Dovremmo impegnarci tutti a restituire  piena dignità a ogni diritto. Dovremo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri. In questa aula sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo. La responsabilità di questa istituzione si misura anche nella capacità di saperli rappresentare e garantire uno a uno.
Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Di una generazione cha ha smarrito se stessa, prigioniera della precarietà, costretta spesso a portare i propri talenti lontano dall’Italia.
Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore. Ed è un impegno che fin dal primo giorno affidiamo alla responsabilità della politica e del Parlamento.
Dovremo stare accanto a chi è caduto senza trovare la forza o l’aiuto per rialzarsi, ai tanti detenuti che oggi vivono in una condizione disumana e degradante come ha autorevolmente denunziato la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.
Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire perfino l’ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato.
Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce ogni giorno gli effetti della scarsa cura del nostro territorio.
Dovremo impegnarci per restituire fiducia a quei pensionati che hanno lavorato tutta la vita e che oggi non riescono ad andare avanti.
Dovremo imparare a capire il mondo con lo sguardo aperto di chi arriva da lontano, con l’intensità e lo stupore di un bambino, con la ricchezza interiore inesplorata di un disabile.
In Parlamento sono stati scritti questi diritti, ma sono stati costruiti fuori da qui, liberando l’Italia e gli italiani dal fascismo.
Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e per questa democrazia. Anche con questo spirito siamo idealmente vicini a chi oggi a Firenze, assieme a Luigi Ciotti, ricorda tutti i morti per mano mafiosa. Al loro sacrificio ciascuno di noi e questo Paese devono molto.
E molto, molto dobbiamo anche al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo con commozione oggi nel giorno in cui cade l’anniversario del loro assassinio.

Questo è un Parlamento largamente rinnovato. Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che saprà riprendersi la centralità e la responsabilità del proprio ruolo. Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli Italiani […]

dimanche 15 janvier 2012

Un anno di Digigrammata

Le date dei compleanni non sono mai state il mio forte, lo possono testimoniare gli amici che si sono visti consegnare il regalo un mese prima o fare gli auguri un mese dopo. Se per le persone l’andazzo è questo, figuriamoci per gli oggetti digitali! Ieri, 14 gennaio 2012, il blog ha festeggiato un anno. 
Era una creazione dalle belle speranze e devo dire che non sono state disattese. Mi sono sempre ripetuta che ad un anno dal lancio in rete avrei dato una vera e propria definizione a questo sito: cos’è Digigrammata e cosa vorrebbe diventare? Francamente mi sa che è ancora presto per dirlo, la "creatura" è troppo immatura e desiderosa di espandersi in più direzioni. Dare i numeri ? Lo faccio quotidianamente e l'ho già fatto un anno fa, dovrei rifarlo per redigere un buon resoconto e per fornire un bilancio dei risultati? Nooooooo, chi ha letto Bernardafree sa quanto questo genere di comunicazione forzata ed ossessionata dall'output al kilo mi sconfiferi poco. Posso certo affermare che per essere un sito fuori dai circuiti Facebook e Twitter i risultati sono ottimi. Ci riserviamo di avvalerci un giorno dei social networks quando questi si saranno totalmente emancipati dai loro discutibili principi di partenza e quando la logica della condivisione avrà la meglio su quella della messa in vetrina ed in vendita delle persone.
Invece vorrei ringraziare, che è sempre un gesto di grande valore. Vorrei ringraziare tutti quelli che ci hanno letto e che ci hanno commentato. I commenti sono ancora scarsini, ma vi rassicuro, non rischiate nulla se vi esponete un po’ e soprattutto la vostra opinione, qualunque essa sia, è importate per farci luce e darci nuovi spunti.

Mi rallegro dell’apprezzamento manifestato per la pagina del coglionazzo, ma ricordo che questo pezzo, che ha dato il la al blog, non è che una delle sue tante facce.
Sono piacevolmente colpita dalla molteplicità dei paesi di residenza dei visitatori, ringrazio i lettori che abitano negli Stati uniti, in Germania, in Francia ed in Russia, ed in generale, qualunque sia la vostra nazionalità, vi ringrazio per la vostra attenzione.
Ambizioni per il futuro: tante, ma in particolare più post, più cinema, più libri, più collaboratori, più lingue. La caratteristica che rende speciale il sito, la varietà, vorrebbe esprimersi soprattutto sul piano linguistico, digigrammata è per ora un sito collaborativo bilingue, ma mi auguro possa diventare multilingue. Timori? Quello di non trovare più il tempo per alimentare e far evolvere questa iniziativa, ma si sa che una moderata paranoia favorisce la realizzazione dei desideri. 
Ai numerosi internauti imbattutisi per caso sul post Il corpo più bello del mondo sono spiacente di dover comunicare che non scopriranno nulla di attinente alla fisicità maschile o femminile. Il corpo in questione è quello dell’Italia ed il riferimento non era mio, ma di Roberto Benigni. Qualora l’argomento vi interessasse, posso però fornirvi un paio di link a siti di artiste che hanno nobilitato il nudo e rappresentato i corpi con un erotismo potente, ma senza nulla di triviale o di grezzo: una vera rarità nella web-immondizia, spero li apprezzerete:
Non resta che la frase di rito,  a nome mio e degli altri collaboratori: 
Tanti auguri Digigrammata!” / Bonne anniversaire Digigrammata!" ...
 

vendredi 30 décembre 2011

Offese al Presidente della Repubblica


Il video dice il reato:
Il codice stabilisce la pena. 
Codice penale. Libro II. Titolo I.
278. Offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica.
Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Articolo così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.

Non c'è molto da dire o da dibattere, nè sussistono attenuanti: se fossimo un paese serio una serie di insulti verbali e gestuali di questo tipo dovrebbe essere punita come previsto dal codice.

samedi 12 novembre 2011

Alleluia!


Il cavaliere nero esce dalla porta principale e ci auguriamo non ritorni mai più neppure da quella di servizio. È davvero la fine di un incubo? Forse no, i veri problemi sono tutti da risolvere, ma lasciateci almeno una notte per festeggiare. Dopo che il treno della gioia effimera sarà passato avremo tutto il tempo per contemplare le macerie con il mal di testa del giorno dopo.
Grazie ai mercati che hanno potuto, come ha scritto "Le Monde", più di quanto la sinistra italiana sia stata in grado di fare. GRAZIE AL PRESIDENTE NAPOLITANO!

dimanche 6 novembre 2011

La catastrofe


La catastrofe non è soltanto una rappresentazione mitologica creata a posteriori per giustificare un cambiamento radicale, ma è prima di tutto una reazione spontanea in un sistema giunto a livelli critici di saturazione, un evento ineluttabile invocato da ogni cervello sano.
Volgarmente parlando, è come quando hai una forte indigestione e, dopo ore di indicibili sofferenze, ti risolvi a prendere il bicarbonato col limone. Solo che in un organismo regolato dalle leggi del mercato e costituito da cellule pigre l’effervescenza blanda di qualche volenteroso non basta, bisogna aspettare pazientemente la crisi. Se l’indolenza e la cecità dei governi non cessa, se il malato è tenuto in vita da macchinari usurati ed interventi di emergenza, non c’è da preoccuparsi: il diluvio prima o poi arriva e quando arriva spazza via tutti.   
Ecco quello che accadrà, ecco quello che  temiamo e speriamo. Nel frattempo, prepariamo diligentemente la nostra barca e non dimentichiamo di portarci dietro i valori smarriti da chi ci ha preceduto e con essi il ricordo del loro contrario.   
Ecco un post che somiglia un po' ad una puntata di Siamo fatti così, ma è vero, siamo proprio fatti così.     
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